Ti con zero

ticonzeroLa molle Luna
Secondo i calcoli di H. Gerstenkorn, sviluppati da H. Alfven, i continenti terrestri non sarebbero che frammenti della Luna caduti sul nostro pianeta. La Luna in origine sarebbe stata anch’essa un pianeta attorno al Sole, fino al momento in cui la vicinanza dalla Terra non la fece deragliare dalla sua orbita. Catturata dalla gravitazione terrestre, la Luna s’accostò sempre di più, stringendo la sua orbita attorno a noi. A un certo momento la reciproca attrazione prese a deformare la superficie dei due corpi celesti, sollevando onde altissime da cui si staccavano frammenti che vorticando nello spazio tra Terra e Luna, soprattutto frammenti di materia lunare che finivano per cadere sulla Terra. In seguito, per influsso delle nostre maree, la Luna fu spinta a riallontanarsi, fino a raggiungere la sua orbita attuale. Ma una parte della massa lunare, forse la metà, era rimasta sulla Terra, formando i continenti.

S’avvicinava, – ricordò Qfwfq, me ne accorsi mentre rincasavo, alzando gli occhi tra le mura di vetro e di acciaio, e la vidi, non più una luce come tante che brillano la sera: quelle che s’accendono sulla Terra quando a una data ora alla centrale abbassano una leva, e quelle del cielo, lontane ma non dissimili, o che comunque non stonano con lo stile di tutto il resto, – parlo al presente, ma mi riferisco sempre a quei tempi remoti, – la vidi che si staccava da tutte le altre luci celesti e stradali, e acquistava rilievo sulla mappa concava del buio, occupando non più un punto, magari anche grosso, tipo Marte o Venere, come una sforacchiatura da cui la luce s’irradia, ma una vera e propria porzione di spazio, e prendeva forma, una forma non ben definibile perché gli occhi non c’erano ancora abituati a definirla ma anche perché i contorni non erano abbastanza precisi da delimitare una figura regolare, insomma vidi che diventava una cosa.

Don Chisciotte della Mancia

donchisciotteIn un paese della Mancia, di cui non voglio fare il nome, viveva or non è molto uno di quei cavalieri che tengono la lancia nella restrelliera, un vecchio scudo, un ossuto ronzino e il levriero da caccia. Tre quarti della sua rendita se ne andavano in un piatto più di vacca che di castrato, carne fredda per cena quasi ogni sera, uova e prosciutto il sabato, lenticchie il venerdì e qualche piccioncino di rinforzo alla domenica. A quello che restava davano fondo il tabarro di pettinato e i calzoni di velluto per i dì di festa, con soprascarpe dello stesso velluto, mentre negli altri giorni della settimana provvedeva al suo decoro con lana grezza della migliore.

Da dove sto chiamando

carverLi sentivo, di là in cucina. Non sentivo quello che dicevano, ma stavano litigando. Dopo un po’ hanno smesso, e lei s’è messa a piangere. Ho dato di gomito a George. Pensavo si sarebbe svegliato e magari gli avrebbe detto qualcosa, così si sarebbero sentiti in colpa e avrebbero smesso. Ma George certe volte è proprio stronzo. Ha cominciato a scalciare e a sbraitare.

La forma dell’acqua

forma dell'acquaLume d’alba non filtrava nel cortiglio della «Splendor», la società che aveva in appalto la nettezza urbana di Vigàta, una nuvolaglia bassa e densa cummigliava completamente il cielo come se fosse stato tirato un telone grigio da cornicione a cornicione, foglia non si cataminava, il vento di scirocco tardava ad arrisbigliarsi dal suo sonno piombigno, già si faticava a scangiare parole.

Le nozze di Cadmo e Armonia

cadmoSulla spiaggia di Sidone un toro tentava di imitare un gorgheggio amoroso. Era Zeus. Fu scosso da un brivido, come quando i tafani lo pungevano. Ma questa volta un brivido dolce. Eros gli stava mettendo sulla groppa la fanciulla Europa. Poi la bestia bianca si gettò in acqua, e il suo corpo imponente ne emergeva abbastanza perché la fanciulla non si bagnasse. Lo videro in molti. Tritone, con la sua conchiglia sonora, rispose al mugghio nuziale. Europa, tremante, si teneva aggrappata a uno dei lunghi corni del toro. Li vide anche Borea, mentre fendevano le acque. Malizioso e geloso, fischiò alla vista di quei seni acerbi che il suo soffio scopriva. Atena arrossì spiando dall’alto il padre cavalcato da una donna. Anche un marinaio acheo li vide, e allibì. Era forse Teti, curiosa di vedere il cielo? O una Nereide soltanto, e per una volta vestita? O Poseidone ingannatore aveva rapito un’altra ragazza?

Decameron

decameronUmana cosa è aver compassione agli afflitti; e come che a ciascuna persona stea bene, a coloro è massimamente richiesto li quali già hanno di conforto avuto mestiere, e hannol trovato in alcuni: fra’ quali, se alcuno mai n’ebbe bisogno, o gli fu caro, o già ne ricevette piacere, io son uno di quegli. Perciocché dalla mia prima giovanezza infino a questo tempo oltre modo essendo stato acceso d’altissimo e nobile amore, forse più assai che alla mia bassa condizione non parrebbe, narrandolo, si richiedesse, quantunque appo coloro che discreti erano, et alla cui notizia pervenne, io ne fossi lodato e da molto più reputato, nondimeno mi fu egli di grandissima fatica a sofferire, certo non per crudeltà della donna amata, ma per soperchio fuoco nella mente concetto da poco regolato appetito: il quale, per ciò che a niuno convenevol termine mi lasciava contento stare, più di noia, che bisogno non m’era, spesse volte sentir mi facea.