Alibi Pulp

ed-harris-interpreta-lo-sceriffo-virgil-cole-nel-film-appaloosa-88843Lo sceriffo Fuhrman sollevò il grosso pugno irsuto e centrò allo stomaco il barbone, una giovane checca dai capelli ossigenati che aveva fermato per vagabondaggio. Sentì il colpo affondare fino alla spina dorsale e, ritraendosi con una mossa studiata per evitare il rigurgito di vomito di quel cane rognoso, scoppiò a ridere.

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Sportswriter

sportswriterMi chiamo Frank Bascombe. Faccio il giornalista sportivo. Da quattordici anni vivo qui, al 19 di Hoving Road, a Haddam, New Jersey, in una grande casa Tudor che ho comprato dopo aver venduto un libro di racconti a un produttore cinematografico. Mi aveva reso un mucchio di soldi, allora, e sembrava che la cosa avrebbe garantito una vita piacevole a me, a mia moglie e ai nostri tre bambini, due dei quali non erano ancora nati.

Scaricando dati per la signora Schwartz

IMG_4669Elizabeth ha sempre pensato che il ruscello finto del nostro comprensorio fosse una pacchianata. Ogni volta che mi sedevo sulla riva a rimunginare dopo uno dei nostri scazzi mi sotterrava di fischi dal balcone. Allora rientravo in casa e facevamo pace.

180 chili di Amministratore Delegato

3818753A mezzogiorno arriva un altro carico di procioni, Claude li porta dietro l’ufficio e li sopprime con una leva smontagomme. Controlla gli organi vitali, mettendo i guanti protettivi. Trascina la gabbia dall’altro lato della 209 e avvia la sepoltura scaricando i procioni nella fossa che è il nostro piccolo segreto aziendale. Alla sepoltura segue la preghiera, un tocco personale che fa immancabilmente venire il nervoso a Tim, il nostro crudele Amministratore Delegato.

Le mie prigioni

pellicoIl venerdì 13 ottobre 1820 fui arrestato a Milano, e condotto a Santa Margherita. Erano le tre pomeridiane. Mi si fece un lungo interrogatorio per tutto quel giorno e per altri ancora. Ma di ciò non dirò nulla. Simile ad un amante maltrattato dalla sua bella, e dignitosamente risoluto di tenerle broncio, lascio la politica ov’ella sta, e parlo d’altro.
Alle nove della sera di quel povero venerdì, l’attuario mi consegnò al custode, e questi, condottomi nella stanza a me destinata, si fece da me rimettere con gentile invito, per restituirmeli a tempo debito, orologio, denaro, e ogni altra cosa ch’io avessi in tasca, e m’augurò rispettosamente la buona notte.