Il reparto n.6

Nel cortile dell’ospedale c’è un piccolo reparto circondato da una vera e propria selva di lappole, ortiche e canapa selvatica. Il tetto è arrugginito, il comignolo è mezzo crollato, i gradini della scaletta d’ingresso sono marci e invasi dall’erba, dell’intonaco non sono rimaste che poche tracce. La facciata anteriore guarda verso il corpo centrale, quella posteriore verso i campi, dai quali lo divide il grigio steccato dell’ospedale, pieno di chiodi. I chiodi, le cui punte sono rivolte all’insù, il recinto e il reparto hanno tutti quel particolare aspetto squallido, lugubre, che da noi hanno solo le costruzioni ospedaliere e carcerarie.

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Controculture

New Bond Street Body by Victoria RoomAprile è il mese più crudele. Fu allora che fece quel che fece. Martedì, 1:43 pm. Andò in auto al centro commerciale di Fashion Valley, entrò al Victoria’s Secret, fiutò i dolci aromi, si intrufolò tra la lingerie, e infilò alcuni capi nella sua valigetta Mark Cross in pelle di daino.

Le incarnazioni dell’assassino

img006aDue ragazze remavano sotto le ricche fronde verdi di albero che si curvavano come sopracciglia. All’estremità della riva erbosa, un platano dispiegava le sue foglie tra le nubi. Oltrepassarono delle bambine che nuotavano e sorridevano. Oltrepassarono un uomo che si tuffava a pesca di gamberetti che riponeva poi in una borsa di plastica. Costeggiando le case dipinte che erano empori pieni di cipolle, Coca-Cola e latte condensato, percorrevano il grande fiume marrone tra le creste degli alberi e le capanne di palma.

Cavalleria rusticana

mascagni-cavalleria-rusticana-santiniTuriddu Macca, il figlio della gnà Nunzia, come tornò da fare il soldato, ogni domenica si pavoneggiava in piazza coll’uniforme da bersagliere e il berretto rosso, che sembrava quella della buona ventura, quando mette su banco colla gabbia dei canarini. Le ragazze se lo rubavano cogli occhi, mentre andavano a messa col naso dentro la mantellina, e i monelli gli ronzavano attorno come le mosche. Egli aveva portato anche una pipa col re a cavallo che pareva vivo, e accendeva gli zolfanelli sul dietro dei calzoni, levando la gamba, come se desse una pedata.
Ma con tutto ciò Lola di massaro Angelo non si era fatta vedere né alla messa, né sul ballatoio, ché si era fatta sposa con uno di Licodia, il quale faceva il carrettiere e aveva quattro muli di Sortino in stalla.

L’esorcista

sciamanoEra l’Esorcista del villaggio; curava il cancro con l’argilla, e le pustole con un crocifisso immerso nella cacca di gallina. A quanto si sapeva, era l’unico a portare un orecchino, a possedere una macchina fotografica. Lo si vedeva all’alba procedere tra i solchi fangosi di campi appena arati, con la barba nera che scriveva itinerari, gli occhi neri che guizzavano avanti e indietro come vespe, e il cavalletto che gli pendeva da una spalla a mo’ di bizzarra ala.