La breve vita felice di Francis Macomber

Era quasi ora di pranzo e tutti sedevano sotto il doppio telo verde della tenda della mensa facendo finta di niente.
“Cosa preferisce?” Succo di limetta o spremuta i limone?” chiese Macomber.
“Succo di limetta con una spruzzata di seltz e un po’ di gin”, gli disse Robert Wilson.
“Anche per me. Ho bisgono di qualcosa”, disse la moglie di Macomber.
“Mi sembra giusto”, convenne Macomber. “Gli dica di farne tre.”
Il boy che si occupava della mensa si era già messo a prepararli, togliendo le bottiglie dalle sacche frigorifere di tela che trasudavano umide nel vento che soffiava tra gli alberi che ombreggiavano le tende.
“Quanto avrei dovuto dare agli uomini?” chiese Macomber.
“Una sterlina sarebbe più che sufficiente”, gli disse Wilson. “Non vorra viziali.”
“Penserà il capo a dividerla?”
“Assolutamente.”

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La breve favolosa vita di Oscar Wao

Dicono che sia venuto dall’Africa, racchiuso nelle grida degli schiavi; che fosse l’anatema finale degli indiani Taino, pronunciato mentre un mondo moriva e un altro nasceva; o che fosse un demone, penetrato nella Creazione attraverso la porta dell’incubo dischiusa alle Antille. Fukú americanus, o più colloquialmente fukú: usato in genere per indicare qualche tipo di maledizione o sventura, e in particolare la Maledizione e la Sventura del Nuovo Mondo. Chiamato anche il fukú dell’Ammiraglio, perché l’Ammiraglio fu al contempo la sua principale levatrice e una fra le sue vittime europee più importanti; malgrado avesse “scoperto” il Nuovo Mondo, l’Ammiraglio morì povero e sifilitico, ossessionato da (dique) voci divine. A Santo Domingo, la Terra che Amava di Più (quella che Oscar, verso la fine, avrebbe chiamato la Ground Zero del Nuovo Mondo), il nome stesso dell’Ammiraglio è diventato sinonimo di entrambi i tipi di fukú, piccolo e grande; pronunciare quel nome ad alta voce, o anche solo sentirlo pronunciare, significa attirare la sventura su di sé e sui propri cari.Comunque, al di là del nome e della provenienza, l’arrivo degli europei a Hispaniola fu l’evento che scatenò il fukú nel mondo, e da quel giorno siamo tutti nella merda. Santo Domingo potrà anche essere il Chilometro Zero del fukú, il suo porto d’ingresso, ma siamo tutti suoi discendenti, anche quelli che non sanno di esserlo.